
Santo Catanuto, Franco Schirone
IL CANTO ANARCHICO IN ITALIA
Nell'ottocento e nel novecento
pp.416 EUR 20 [Terza Edizione]
ISBN 978-88-95950-90-7
A più di un secolo e mezzo di distanza dalla composizione del primo canto anarchico di lingua italiana - quel Dimmi buon giovine di origine comunarda che solo recenti ricerche hanno reso nella sua interezza - è stato possibile ricostruire la mappa completa di un patrimonio canoro che, finora decentrato in una miriade di scritti sparsi un po' dovunque, si presenta ormai come un fenomeno solido, vivo e pienamente oggettivo. Più volte proposto come oggetto ideologicamente specifico nell'area del canto popolare a valenza politica, il canto anarchico nel suo complesso ha, in verità, iniziato un nuovo modo di intendere ed esprimere il canto popolare stesso nelle nuove modalità di canto sociale inaugurando la stagione dell'emancipazione della memoria collettiva. Le canzoni anarchiche hanno sempre affascinato e continuano ad affascinare, basti citare i canti di Pietro Gori. Non a caso sono riprese ancora oggi da innumerevoli cori, da cultori del canto sociale, da studenti per le loro tesi di laurea, da singol*, fuori e dentro il movimento specifico, da gruppi musicali come ad esempio i Montelupo o da gruppi spontanei e singoli musicisti (Alessio Lega, Marco Rovelli...) i cui repertori hanno attinto molto da questo lavoro editoriale incrementandolo con nuovi canti, rendendolo sempre più vivo. Oggi questa mappatura, che può essere fruita da più prospettive (storica, musicale, sociale...) rivede la luce con una terza edizione che evidenzia chiaramente un vero successo editoriale delle nostre edizioni.
[Ottobre 2026]
Segnalazioni e recensioni
Segnalato su Bibliography International Review of Social History vol. 47 part 2 (2002) http://www.iisg.nl/irsh/47-2-bib.php, 19/7/2007
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