
Ricardo Mella
PRIMO MAGGIO
I martiri di Chicago
pp. 96 EUR 7,00
Il Primo Maggio odierno - istituzionalizzato, santificato,
nazionalizzato - non ha nulla a che vedere con la dura lotta dei
proletari di Chicago che, nel 1886, alzarono la bandiera della
riduzione dell'orario di lavoro a otto ore e che trovarono negli
anarchici i più coerenti e decisi sostenitori della lotta. Non
poteva essere altrimenti: la lotta per la riduzione drastica
dell'orario contiene in sé la potenzialità della
liberazione dal lavoro salariato; per questo ha sempre incontrato una
dura resistenza del padronato. In particolare negli Stati Uniti questa
lotta aveva assunto dimensioni tali da costringere il governo a
mostrare il suo vero volto e a tentare di stroncare nel sangue, nelle
piazze e sulle forche, il movimento ed i suoi principali esponenti: i
promotori dell'Associazione Internazionale dei Lavoratori. Il lettore
troverà in questo libro, scritto a ridosso degli avvenimenti - e
mai pubblicato in Italia - documenti e dichiarazioni originali
dell'epoca che riportiamo alla luce non solo per ricordare degnamente
'i martiri di Chicago', ma anche per smascherare la mistificazione che
su quella data è stata costruita per trasformarla, dopo anni di
lotte coraggiose e di insurrezioni popolari, in un'inoffensiva 'festa
del lavoro'.
[Aprile 2009]
Marco Rossi
RIBELLI SENZA CONGEDO
Rivolte partigiane dopo
la Liberazione (1945-1947)
pp.96 EUR 7,00
ISBN 978-88-95950-09-9
Attorno alla data del 25 aprile 1945, considerata e celebrata come
l'anniversario della Liberazione, permangono ancora molti equivoci e
rimozioni, dettate da un evidente utilizzo politico della storia, sino
al punto di ventilare la cancellazione di tale festa per sancire la
conclusione della guerra che vide gli italiani combattersi su fronti
opposti.
La principale mistificazione riguarda proprio la data stessa del 25
Aprile con cui si vorrebbe far iniziare e concludere l'insurrezione
popolare contro il fascismo e l'occupazione nazista, negando che quella
guerra civile e sociale aveva un "prima" e, soprattutto, che conobbe un
"dopo" tutt'altro che composto e riconciliato sotto la bandiera della
cosiddetta pacificazione nazionale.
Uno dei fatti che contraddicono palesemente questa rassicurante
ricostruzione del passato è l'esperienza, comune a migliaia
di partigiani che, a distanza di poco più di un anno dalla
Liberazione, tornarono in montagna "per rifiuto di abitare nella
Repubblica che mitraglia i contadini, libera i fascisti e mette gli
operai alla disoccupazione".
Tali insorgenze, nonostante le considerevoli dimensioni raggiunte,
rimangono a tutt’oggi una parentesi pressoché ignorata e
sconosciuta, a causa dell’evidente dissonanza che
rappresentò e ancora rappresenta per la storia ufficiale
della Resistenza.
[Aprile 2009]
Massimiliano Ilari
PAROLE IN LIBERTA'
Il giornale anarchico
Umanità Nova (1944-1953)
pp. 272 EUR 17,00 ISBN
978-88-95950-08-2
Nell'immediato dopoguerra l’anarchismo e le sue idee godevano di una
certa rilevanza, la sua stampa era letta e commentata in campo politico
e sindacale, alcune figure riscuotevano di un notevole prestigio
personale. Il movimento si presentava vitale, assolutamente
originale nelle proposte avanzate, ed alimentato in primo luogo dalla
volontà di migliaia d’individui, che con sacrificio ed
abnegazione cercavano di portare avanti le loro idee in un contesto
generale sempre più avverso, sia sul piano storico-politico
che
su quello individuale, ad ogni possibilità di reale
trasformazione sociale.
In quest’atmosfera, si colloca la ripresa di Umanità Nova,
la
più importante esperienza giornalistica libertaria del
periodo,
che, nata dapprincipio in seno al movimento anarchico romano, dal 1945
divenne espressione della neo costituita Federazione Anarchica Italiana.
Il settimanale fin da subito fu caratterizzato dalle
specificità
libertarie: redazione nominata dal congresso; rete estesa di
collaboratori; possibilità di interagire col giornale;
assoluta
libertà sugli argomenti da trattare e i contenuti di essi;
diffusione affidata in gran parte ai militanti. I grandi problemi
politico-sociali più generali del periodo, sia le
tradizionali
tematiche del pensiero anarchico trovarono in esso ampio spazio.
Il giornale rivestì un ruolo importante anche sotto
l’aspetto
culturale, cercando di sopperire al desiderio di conoscenza di tanti
riguardo ai principi ed alla storia dell’anarchismo, dopo vent’anni di
oppressione fascista.
Umanità Nova svolse inoltre un importante ruolo all’interno
dello stesso movimento libertario, favorendo il dibattito e lo scambio
di informazioni tra i militanti. Attraverso una minuziosa analisi, il
libro si propone di informare su questa importante ed interessante
esperienza, ancora oggi poco conosciuta.
[Aprile 2009]

Andrea Papi
PER UN NUOVO UMANESIMO
ANARCHICO
Realismo di un progettare
libertario
pp.106 EUR 10,00
ISBN 978-88-95950-07-5
L'anarchismo non merita la condizione di marginalità
politica in
cui da decenni sembra relegato. Dal dopoguerra, subito dopo una fugace
fiammata in cui era apparso un importante centro d'interesse, il
movimento anarchico soffre di frammentazione, di una
capacità
progettuale inadeguata e spesso carente e di grosse
difficoltà a
far parte del dibattito politico generale. Sono sempre più
convinto che abbia bisogno di evolversi in una vera e propria
metamorfosi in grado di affrontare e contrastare efficacemente la
capacità dei sistemi di potere di adattarsi per emarginare
inglobare e gestire le nostre vite. Al contempo intravedo con
convinzione e chiarezza che l'anarchismo sia potenzialmente
suscettibile di una rinascita sorprendente. I presupposti su cui si
fonda e che continuano a dare senso al suo esserci trovano conferme
costanti. Paradossalmente ne sanciscono una straordinaria possibile
nuova vitalità. Ha solo bisogno di trovare gli stimoli e le
motivazioni indispensabili per riuscire a prender la forma magna che
gli spetta. (A.P.)
[gennaio 2009]

AA. VV.
DIETRO LE SBARRE
Repliche anarchiche alle carceri ed al crimine
Traduzione di Elio Xerri
e Simone Buratti
pp. 104 EUR 7,00
ISBN 978-88-95950-06-8
Nel libro, voluto e promosso dall'Associazione di Mutuo
Soccorso per il diritto di espressione di Bologna, vi è una
raccolta antologica di riflessioni e memorie sul sistema carcerario
scritte da anarchici e libertari di tutto il mondo, in un periodo
storico racchiuso tra il 1886, anno degli scioperi per le otto ore di
Chicago e l'esecuzione di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti avvenuta
nel 1927. Vi sono presenti le dirette testimonianze sul trattamento dei
prigionieri in numerosi penitenziari, nei campi di concentramento della
Prima Guerra Mondiale e nelle celle bolsceviche, oltre alle analisi e
alle proposte sul come gli atti antisociali verrebbero trattati in un
mondo effettivamente libero e giusto. Una rassegna di scritti, per la
maggior parte inediti in Italia, profondamente immersi in un epoca
solcata da grandi lotte sociali e conflitti mondiali, che offre uno
spunto per ricordare come il più grande crimine della
società sia lo sfruttamento dell'essere umano sul suo simile
e la prigione un'istituzione dello Stato utilizzata per umiliare e
annichilire chi si oppone contro i propri capi. Il volume raccoglie i
brani di: Albert e Lucy Parsons, Petr Kropotkin, Emma Goldman,
Voltairine De Cleyre, Errico Malatesta, Alexander Berkman, Luise
Michel, Oscar Neebe, Kanno Suga, Nestor Makhno, Rudolf Rocker, Ricardo
Flores Magon, Librado Rivera, G.P. Maximoff, Mollie Steimer, Nicola
Sacco. Per la redazione finale dei testi ed il riscontro delle fonti
bibliografiche, ci si è valsi della collaborazione
dell’Archivio storico della FAI di Imola e dell’Archivio Berneri Chessa
di Reggio Emilia.
[gennaio 2009]

Tomaso Marabini, Giorgio Sacchetti, Roberto Zani
ATTILIO SASSI detto BESTIONE
Autobiografia di un sindacalista libertario
pp. 240 EUR
17,00 (con CD allegato)
ISBN 978-88-95950-03-7
Attilio Sassi (1876-1957), anarchico e prestigioso dirigente sindacale
dei minatori in Valdarno, prima con l'USI poi con la CGIL, racconta la
sua vita e nel racconto vicende sociali collettive davvero epiche si
intrecciano con altre a dimensione microstorica. All'autobiografia
commentata si aggiungono poi saggi storici e schede, supportate da
innumerevoli strumenti di conoscenza: fonti orali, interviste, verbali
di riunione, carte di famiglia e documenti provenienti da vari archivi
pubblici e privati. Nel CD allegato è contenuta la
trascrizione
degli interventi del nostro nei Comitati direttivi della CGIL dal 1945
al 1954. La preziosa documentazione evidenzia le battaglie di minoranza
e il ruolo di Sassi, insieme agli intendimenti della storica corrente
classista e libertaria, fautrice dell'autonomia del movimento operaio,
in una fase intensa della vita politica sociale italiana. Un album
fotografico completa l'opera.
[novembre 2008]
a
cura di Roberto Zani
ALLA PROVA DEL '68
L'anarchismo
internazionale al Congresso di Carrara
pp.288 EUR 15,00
ISBN 978-88-95950-05-1
Il congresso di Carrara del 1968 fu il momento costitutivo
dell'Internazionale di Federazioni Anarchiche, ma per il movimento
libertario divenne anche la straordinaria occasione per un confronto
allargato in un momento di vasta e profonda conflittualità
sociale e per fare i conti con se stesso e le proprie proposte davanti
al mondo allora contemporaneo. Numerosi e significativi i partecipanti:
da Marzocchi a Failla, da Cohn-Bendit a Joyeux, da Federica Montseny a
Domingo Rojas, ai tanti giovani che hanno poi costituito l'ossatura del
movimento anarchico odierno. Questo lavoro consiste nella raccolta di
diverse fonti: registrazione audio dei momenti più
importanti
del congresso, rassegna stampa dei giornali italiani che se ne
occuparono, commenti e analisi di studiosi e militanti, testimonianze
dei partecipanti, documenti congressuali. Una raccolta di straordinaria
importanza per la ricostruzione di un momento storico i cui effetti si
riverberano ancora oggi sul nostro presente.
Allegato al libro CD audio nell'originale lingua francese con la
traduzione italiana.
[giugno 2008]

Tra storia e libertà, la vita di Luce Fabbri
(1908-2000) ha
coperto un arco di tempo che va dal sorgere del fascismo in Italia alla
'controrivoluzione preventiva' delle dittature militari
latino-americane.
Una storia contrassegnata da andate e ritorni, in una successione di
esìli, sempre sotto la minaccia del terrorismo Stato, ma
anche
dalle speranze e dalle lotte di coloro che, nello stesso tempo,
anticipavano il desiderio di libertà che anima l'immaginario
radicale degli esseri umani.
Questo libro contiene la memoria delle tante esperienze significative
che contraddistinguono il secolo ventesimo intrecciata con il vissuto
di una storia personale di enorme ricchezza. Una storia testimone di
una vita intensa, spesa generosamente per la liberazione umana, che
è stata registrata con ammirazione ed affetto da Margareth
Rago,
per darci una biografia, continua e appassionata sequenza di
situazioni, nella quale si riversano l'insieme di vissuti, relazioni,
idee e sentimenti di una donna notevole per la sua capacità
critica e
creativa, per il suo instancabile lavoro di ricerca, sempre coerente
nella sua dimensione intrinsecamente libertaria al progetto
antitotalitario di una società orizzontale ed
autogestionaria.
[Maggio 2008]

Marinus Van der Lubbe: muratore, disoccupato, rivoluzionario;
la sua
sfrenata attività d'agitazione entra presto in rotta di
collisione con il Partito Comunista, ma egli continua nel supporto agli
scioperanti, nella propaganda, nell'azione diretta. La lotta per
l'emancipazione del proletariato lo porta dall'Olanda alla Berlino di
Hitler. Qui compra della diavolina e dà fuoco al Reischstag
per
sollevare il proletariato tedesco alla ribellione. È la sua
fine
e l'inizio di costruzioni e ricostruzioni storiche che hanno fatto di
Marinus prima una pedina del Comintern e poi una marionetta di Hitler,
sempre un "soldato di partito". Van der Lubbe ha invece agito da solo e
di propria spontanea volontà. Lo ha ripetuto più
volte
fino a che non gli hanno staccato la testa. Lo hanno ribadito i suoi
compagni del Comitato Van der Lubbe che rivendicavano il "diritto alla
verità", lo conferma Nico Jassies in questo libro con
passione e
dovizia di fonti.
[Febbraio 2008]

Per evitare l'incombente catastrofe ambientale Murray Bookchin
individua l'unica soluzione possibile nella trasformazione radicale
della società e nella conseguente creazione di una
società ecologica. Da questa considerazione nasce la dura
critica a tutti coloro che non prevedono tale radicalità: a
coloro che credono di poter risolvere i problemi ecologici attraverso
riforme parziali della società, a coloro i quali ritengono
sufficiente entrare nell'arena politica di stampo parlamentare per
imporvi provvedimenti di tutela ambientale, a coloro che auspicano
semplicemente una politica di decrescita, a coloro infine che ritengono
sufficiente creare piccole comunità ecocompatibili, "isole
felici" in un mondo destinato al degrado. Nel sostenere la
necessità che la nuova società si orienti in
senso libertario attraverso l'eliminazione del dominio di un essere
umano sull'altro, in tutte le forme in cui esso si presenta, Bookchin
si conferma pensatore originale e rivoluzionario coerente.
Questo libro illustra molto bene, attraverso una disamina articolata
delle sue tesi più importanti, tutti i momenti propositivi
dell'ecologia sociale, a cominciare dal principio informatore della
democrazia diretta quale pratica necessaria per sostenere il concetto,
tipicamente ecologico, di "sviluppo sostenibile".
[Dicembre 2007]