
Luigi Fabbri
LA CONTRORIVOLUZIONE PREVENTIVA
Riflessioni sul fascismo
pp.128 EUR 7,50
ISBN 978-88-95950-11-2
Nel 1922 Luigi Fabbri compiva quarantacinque anni, era maestro
elementare a Bologna e militante anarchico da oltre vent'anni. Aveva
subìto per questo intimidazioni e bastonature e la sua
riflessione sul fascismo è anzitutto quella di un testimone
che ha visto una città «rossa» come
Bologna diventare in pochi mesi la «culla» della
reazione antiproletaria.
Dinanzi a un fenomeno nuovo e difficile da interpretare, la
Controrivoluzione preventiva delinea il formarsi di una cultura
reazionaria di massa promossa dallo Stato e dalla borghesia
«con la triplice azione combinata della violenza illegale
fascista, della repressione legale governativa e della pressione
economica derivante dalla disoccupazione». Per Fabbri le
violenze fasciste non sono un evento isolato, ma una funzione primaria
della «controrivoluzione preventiva» attraverso cui
la borghesia aggrediva le conquiste operaie e le libertà
sociali.
La tesi di quel saggio, riproposto ora a cura dell'Assemblea
Antifascista Permanente di Bologna, ebbe fin da subito larga risonanza
e contribuì al formarsi di una coscienza antifascista
rivoluzionaria: il concetto di «controrivoluzione
preventiva» attraversa infatti per intero la storia
intellettuale del Novecento fino a Marcuse e Debord e può
fornirci ancora oggi una chiave di lettura degli avvenimenti attuali.
[dicembre 2009]
Nicolaj Bucharin
e Luigi Fabbri
ANARCHIA E COMUNISMO SCIENTIFICO
Un teorico marxista ed un anarchico a confronto
pp. 64 EUR 5,00
ISBN 978-88-95950-12-9
La funzione dello Stato proletario, la dittatura del proletariato,
ilperiodo transitorio, l'organizzazione della produzione: sono i
temi-fondamentali- dei due brevi, ma densi testi che qui vengono
ripropostie che, originariamente, erano destinati alla propaganda tra
le masselavoratrici all'indomani della Rivoluzione d'Ottobre. Che cosa
siproponevano, scrivendoli, gli autori? Il primo, nel 'tracciare la
lineache separa il comunismo scientifico, marxista, dalle
dottrineanarchiche', di sradicare l'influenza libertaria all'interno
delmovimento rivoluzionario; il secondo, di contrastare questo
tentativo,confutando le tesi addotte. Ne scaturisce uno stimolante
discorso a duevoci, la cui lettura non è solo di grande
interesse storicoe teorico, ma rappresenta anche un valido contributo
alla conoscenzadei motivi che stanno alla base della contrapposizione
tra le due'scuole' del socialismo, l'autoritaria e la libertaria.
[dicembre 2009]
Santo
Catanuto, Franco
SchironeA più di un secolo di distanza dalla composizione
del
primo canto anarchico di lingua italiana, quel Dimmi buon giovine
di origine comunarda che solo recenti ricerche hanno reso nella sua
interezza, è stato possibile ricostruire la mappa completa
di un patrimonio canoro che, finora decentrato in una miriade di
scritti sparsi un po' dovunque, si presenta ormai come un fenomeno
solido, vivo e pienamente oggettivo. Più volte proposto come
oggetto ideologicamente specifico nell'area del canto popolare a
valenza politica, il canto anarchico ha, in verità, iniziato
un nuovo modo di intendere ed esprimere il canto popolare stesso
nelle nuove modalità di canto sociale inaugurando la
stagione dell'emancipazione della memoria collettiva.
[Settembre 2009]
Ricardo Mella
PRIMO MAGGIO
I martiri di Chicago
pp. 96 EUR 7,00
Il Primo Maggio odierno - istituzionalizzato, santificato,
nazionalizzato - non ha nulla a che vedere con la dura lotta dei
proletari di Chicago che, nel 1886, alzarono la bandiera della
riduzione dell'orario di lavoro a otto ore e che trovarono negli
anarchici i più coerenti e decisi sostenitori della lotta.
Non
poteva essere altrimenti: la lotta per la riduzione drastica
dell'orario contiene in sé la potenzialità della
liberazione dal lavoro salariato; per questo ha sempre incontrato una
dura resistenza del padronato. In particolare negli Stati Uniti questa
lotta aveva assunto dimensioni tali da costringere il governo a
mostrare il suo vero volto e a tentare di stroncare nel sangue, nelle
piazze e sulle forche, il movimento ed i suoi principali esponenti: i
promotori dell'Associazione Internazionale dei Lavoratori. Il lettore
troverà in questo libro, scritto a ridosso degli avvenimenti
- e
mai pubblicato in Italia - documenti e dichiarazioni originali
dell'epoca che riportiamo alla luce non solo per ricordare degnamente
'i martiri di Chicago', ma anche per smascherare la mistificazione che
su quella data è stata costruita per trasformarla, dopo anni
di
lotte coraggiose e di insurrezioni popolari, in un'inoffensiva 'festa
del lavoro'.
[Aprile 2009]
Marco Rossi
RIBELLI SENZA CONGEDO
Rivolte partigiane dopo
la Liberazione (1945-1947)
pp.96 EUR 7,00
ISBN 978-88-95950-09-9
Attorno alla data del 25 aprile 1945, considerata e celebrata come
l'anniversario della Liberazione, permangono ancora molti equivoci e
rimozioni, dettate da un evidente utilizzo politico della storia, sino
al punto di ventilare la cancellazione di tale festa per sancire la
conclusione della guerra che vide gli italiani combattersi su fronti
opposti.
La principale mistificazione riguarda proprio la data stessa del 25
Aprile con cui si vorrebbe far iniziare e concludere l'insurrezione
popolare contro il fascismo e l'occupazione nazista, negando che quella
guerra civile e sociale aveva un "prima" e, soprattutto, che conobbe un
"dopo" tutt'altro che composto e riconciliato sotto la bandiera della
cosiddetta pacificazione nazionale.
Uno dei fatti che contraddicono palesemente questa rassicurante
ricostruzione del passato è l'esperienza, comune a migliaia
di partigiani che, a distanza di poco più di un anno dalla
Liberazione, tornarono in montagna "per rifiuto di abitare nella
Repubblica che mitraglia i contadini, libera i fascisti e mette gli
operai alla disoccupazione".
Tali insorgenze, nonostante le considerevoli dimensioni raggiunte,
rimangono a tutt’oggi una parentesi pressoché ignorata e
sconosciuta, a causa dell’evidente dissonanza che
rappresentò e ancora rappresenta per la storia ufficiale
della Resistenza.
[Aprile 2009]
Massimiliano Ilari
PAROLE IN LIBERTA'
Il giornale anarchico
Umanità Nova (1944-1953)
pp. 272 EUR 17,00 ISBN
978-88-95950-08-2
Nell'immediato dopoguerra l’anarchismo e le sue idee godevano di una
certa rilevanza, la sua stampa era letta e commentata in campo politico
e sindacale, alcune figure riscuotevano di un notevole prestigio
personale. Il movimento si presentava vitale, assolutamente
originale nelle proposte avanzate, ed alimentato in primo luogo dalla
volontà di migliaia d’individui, che con sacrificio ed
abnegazione cercavano di portare avanti le loro idee in un contesto
generale sempre più avverso, sia sul piano storico-politico
che
su quello individuale, ad ogni possibilità di reale
trasformazione sociale.
In quest’atmosfera, si colloca la ripresa di Umanità Nova,
la
più importante esperienza giornalistica libertaria del
periodo,
che, nata dapprincipio in seno al movimento anarchico romano, dal 1945
divenne espressione della neo costituita Federazione Anarchica Italiana.
Il settimanale fin da subito fu caratterizzato dalle
specificità
libertarie: redazione nominata dal congresso; rete estesa di
collaboratori; possibilità di interagire col giornale;
assoluta
libertà sugli argomenti da trattare e i contenuti di essi;
diffusione affidata in gran parte ai militanti. I grandi problemi
politico-sociali più generali del periodo, sia le
tradizionali
tematiche del pensiero anarchico trovarono in esso ampio spazio.
Il giornale rivestì un ruolo importante anche sotto
l’aspetto
culturale, cercando di sopperire al desiderio di conoscenza di tanti
riguardo ai principi ed alla storia dell’anarchismo, dopo vent’anni di
oppressione fascista.
Umanità Nova svolse inoltre un importante ruolo all’interno
dello stesso movimento libertario, favorendo il dibattito e lo scambio
di informazioni tra i militanti. Attraverso una minuziosa analisi, il
libro si propone di informare su questa importante ed interessante
esperienza, ancora oggi poco conosciuta.
[Aprile 2009]

Andrea Papi
PER UN NUOVO UMANESIMO
ANARCHICO
Realismo di un progettare
libertario
pp.106 EUR 10,00
ISBN 978-88-95950-07-5
L'anarchismo non merita la condizione di marginalità
politica in
cui da decenni sembra relegato. Dal dopoguerra, subito dopo una fugace
fiammata in cui era apparso un importante centro d'interesse, il
movimento anarchico soffre di frammentazione, di una
capacità
progettuale inadeguata e spesso carente e di grosse
difficoltà a
far parte del dibattito politico generale. Sono sempre più
convinto che abbia bisogno di evolversi in una vera e propria
metamorfosi in grado di affrontare e contrastare efficacemente la
capacità dei sistemi di potere di adattarsi per emarginare
inglobare e gestire le nostre vite. Al contempo intravedo con
convinzione e chiarezza che l'anarchismo sia potenzialmente
suscettibile di una rinascita sorprendente. I presupposti su cui si
fonda e che continuano a dare senso al suo esserci trovano conferme
costanti. Paradossalmente ne sanciscono una straordinaria possibile
nuova vitalità. Ha solo bisogno di trovare gli stimoli e le
motivazioni indispensabili per riuscire a prender la forma magna che
gli spetta. (A.P.)
[gennaio 2009]

AA. VV.
DIETRO LE SBARRE
Repliche anarchiche alle carceri ed al crimine
Traduzione di Elio Xerri
e Simone Buratti
pp. 104 EUR 7,00
ISBN 978-88-95950-06-8
Nel libro, voluto e promosso dall'Associazione di Mutuo
Soccorso per il diritto di espressione di Bologna, vi è una
raccolta antologica di riflessioni e memorie sul sistema carcerario
scritte da anarchici e libertari di tutto il mondo, in un periodo
storico racchiuso tra il 1886, anno degli scioperi per le otto ore di
Chicago e l'esecuzione di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti avvenuta
nel 1927. Vi sono presenti le dirette testimonianze sul trattamento dei
prigionieri in numerosi penitenziari, nei campi di concentramento della
Prima Guerra Mondiale e nelle celle bolsceviche, oltre alle analisi e
alle proposte sul come gli atti antisociali verrebbero trattati in un
mondo effettivamente libero e giusto. Una rassegna di scritti, per la
maggior parte inediti in Italia, profondamente immersi in un epoca
solcata da grandi lotte sociali e conflitti mondiali, che offre uno
spunto per ricordare come il più grande crimine della
società sia lo sfruttamento dell'essere umano sul suo simile
e la prigione un'istituzione dello Stato utilizzata per umiliare e
annichilire chi si oppone contro i propri capi. Il volume raccoglie i
brani di: Albert e Lucy Parsons, Petr Kropotkin, Emma Goldman,
Voltairine De Cleyre, Errico Malatesta, Alexander Berkman, Luise
Michel, Oscar Neebe, Kanno Suga, Nestor Makhno, Rudolf Rocker, Ricardo
Flores Magon, Librado Rivera, G.P. Maximoff, Mollie Steimer, Nicola
Sacco. Per la redazione finale dei testi ed il riscontro delle fonti
bibliografiche, ci si è valsi della collaborazione
dell’Archivio storico della FAI di Imola e dell’Archivio Berneri Chessa
di Reggio Emilia.
[gennaio 2009]