
Giuseppe
ScaliatiIl libro analizza la parabola politico-ideologica della Lega Nord, che alle origini si caratterizzava essenzialmente come un partito populista e di protesta contro la pressione fiscale, contro lo Stato centralista e assistenzialista nei confronti del meridione dell'Italia a scapito del Nord produttivo. Poi in seguito al fallimento del primo governo Berlusconi, il leader unico ed incontrastato della Lega Nord, Umberto Bossi decide di intraprendere la via - senza alcun esito - dell'indipendenza delle regioni del Nord. Dopo questo insuccesso la Lega, accentua i suoi caratteri xenofobi e razzisti, virando decisamente verso contenuti classici della estrema destra europea: "Europa delle nazioni", "differenzialismo etnico", islamofobia, omofobia, lotta all'immigrazione e "cristianizzazione" di un movimento all'origine pagano. Nel contempo il partito del carroccio riformula l'alleanza con il centrodestra di Berlusconi, con il nuovo obiettivo: la devolution.
Recensioni e segnalazioni
Lega Nord avanti a destra
Radici ed evoluzione politica di un movimento populista
Giuseppe Scaliati
Edizioni Zero in condotta, Gennaio/febbraio 2006.
Il libro analizza la parabola politico-ideologica della Lega Nord, che
alle origini si caratterizzava essenzialmente come un partito populista
e di protesta contro la pressione fiscale, contro lo Stato centralista
e assistenzialista nei confronti del meridione dell'Italia a scapito
del Nord produttivo. L'obiettivo - che il partito di Umberto Bossi si
pone - è quello di dividere l'Italia in tre grandi regioni:
Nord, Centro e Sud, in base alle presunte differenze, persino
biologiche, delle genti che abitano queste zone della penisola
italiana.
Alle consultazioni politiche per il rinnovo del Parlamento italiano, il
5 aprile del 1992, la Lega Nord ottiene, dopo quello delle
amministrative del 1990, un altro risultato eccezionale: raggiunge
circa il 9% dei consensi, oltre tre milioni di voti a livello nazionale
ed in molte realtà locali del Nord il partito di Bossi
diviene
partito di maggioranza relativa. A questo punto, la forza dirompente
elettorale della Lega Nord viene sfruttata, alle elezioni politiche
anticipate del 27 marzo 1994, con grande abilità dall'"uomo
della provvidenza" della politica italiana, Silvio Berlusconi che offre
alla Lega Nord un'opportunità inaspettata: formare
un'alleanza
nel Centro-Nord per puntare al governo dell'Italia.
Dopo la vittoria alla competizione elettorale, la Lega Nord si ritrova
ben presto ai margini del governo ed oltretutto comincia a perdere
deputati e militanti attratti dal magnate delle televisioni. La rottura
a questo punto pare inevitabile per salvare il movimento: nel
dicembre 1994 il "senatur" fa cadere il governo. Da questo momento in
poi, per sei anni, Bossi e Berlusconi saranno nemici giurati. Inoltre,
d'ora in avanti la Lega Nord per recuperare consensi prende la strada
dell'indipendentismo e della secessione, lanciando il fantomatico
progetto della "Repubblica del Nord". Sarà un susseguirsi di
rituali di massa, iniziative simboliche e propagandistiche dirette a
far assimilare ai propri militanti e simpatizzanti l'idea di "Padania",
una vera e propria invenzione della tradizione. Faranno seguito rituali
e riproduzioni delle istituzioni di un vero e proprio Stato: Governo,
voto popolare, Parlamento e Costituzione. La svolta indipendentista
porta il Carroccio, nel 1996, ad ottenere il suo massimo storico: il
10.4% dei consensi. Ma è una vittoria a metà,
poiché per soli sette parlamentari, il partito di Bossi non
riesce a porsi come ago della bilancia tra i due Poli.
Dopo la vittoria dimezzata il "senatur", ammainata la bandiera della
secessione e dell'indipendentismo, vede nell'unica via percorribile
quella della "devolution", ossia che i poteri dello Stato devono essere
"consegnati" dal centro alla periferia per via istituzionale. Per fare
ciò però, bisogna ritornare al governo, quindi,
riprendono i contatti con Berlusconi, ma inizia nello stesso tempo, un
graduale avvicinamento ideologico verso le tematiche proprie della
destra radicale europea. Cominciano così le iniziative
comuni
con numerose forze dell'estrema destra italiana ed europea per
combattere un nemico comune che minaccia l'identità dei
popoli:
l'immigrato extracomunitario.
Dal congresso del 1998 il partito della Lega Nord assume tutti i
connotati di un classico e moderno partito di estrema destra: xenofobo,
islamofobico, omofobico, antieuropeista e in molte occasioni
espressamente razzista e fascista, nonostante il fatto il Carroccio si
fosse sempre proclamato antifascista, soprattutto perché per
la
Lega Nord il fascismo rappresenta il centralismo "romanocentrico". Del
resto, anche altri partiti della destra radicale in Europa, in
particolare quelli scandinavi, non hanno parentele con il fascismo,
essendo nati come movimenti per la protesta antitasse (proprio come la
Lega Nord alle origini) negli anni '70-'80 e sono poi giunti a
sostenere la xenofobia solo negli anni '90, proprio come quello
leghista. Questo perché negli ultimi anni l'estrema destra
in
generale ha proceduto ad una revisione ideologica strategica, mettendo
al centro del proprio progetto la difesa della comunità
naturale
dalle presenze straniere. Si è fatta avanti così
l'idea
di una "Europa delle Regioni", una "Europa dei popoli", la "piccola
patria", basata rigorosamente sul federalismo etnico.
Il ritorno al Governo grazie alla nuova intesa con Berlusconi non ferma
la deriva verso destra della Lega Nord, che nonostante l'uscita di
scena per motivi di salute di Bossi, punta tutto sulla "devolution", la
lotta all'Islam e la difesa della famiglia. In quanto, sostiene
l'entourage leghista, che per la difesa della "identità dei
popoli" è necessario combattere non solo l'immigrato
islamico,
ma anche gli omosessuali i quali minano alla base della "famiglia
tradizionale" e cristiana.
Dunque, la virata a destra della Lega Nord produce anche una vera e
propria "cristianizzazione" del movimento, nonostante esso quando
apparve sulla scena politica si caratterizzava soprattutto per i riti
ed i riferimenti pagani.
Quindi, alla protesta per le tasse, all'antimeridionalismo, alla lotta
della partitocrazia, si sono sostituiti nell'arco di un decennio
xenofobia, islamofobia, omofobia, ma soprattutto - grazie alla rinata
intesa con Berlusconi - la Lega Nord ha più volte tenuto
scacco
al Governo facendo approvare leggi, come la Bossi-Fini e la Devolution,
fino a qualche tempo prima davvero impensabili ed improponibili.
[Segnalato su:]
http://www.germinalonline.org/g100/comunicati-e-recensioni.htm#SCALIATI
http://isole.ecn.org/uenne/archivio/archivio2006/un02/art4041.html
http://www.aprileonline.info/notizia.php?id=413
http://www.vorrei.org/persone/51-persone/191-scaliati-da-dove-viene-e-dove-va-la-lega-nord.html