

Per cercare di capire la guerra in Afghanistan è necessario intraprendere un lungo e scomodo viaggio attraverso secoli, montagne, frontiere e campi di papaveri. Solitamente, tutto viene fatto risalire all'11 settembre 2001, data feticcio per l'inizio di quella guerra al terrorismo, contro la cui logica milioni di persone si erano mobilitate "senza se e senza ma". Ma accettare tale punto di partenza significa giˆ aver scelto una ricostruzione senza memoria. D'altra parte, nessun governo vuole ammettere che, dopo cinque anni dall'inizio della missione "Enduring Freedom", questa terra non ha ancora conosciuto pace e chi aveva cinicamente puntato sulla roulette della guerra per poter realizzare i propri affari ha visto naufragare i suoi calcoli. L'ambiguità democratica si rivela persino nel linguaggio: nessuno si riferisce alla guerriglia o alle rivolte popolari in quanto tali, preferendo usare espressioni quali terroristi e criminali, identiche a quelle usate dalla propaganda sovietica durante l'occupazione dell'Afghanistan degli anni Ottanta. Da qui la necessità di opporsi alla disinformazione, quale primo passo per opporsi a questa guerra in cui l'Italia resta coinvolta e arruolata.
Frank FernandézLa teoria e la pratica anarchica sono stati fondamentali
elementi di
riferimento dei movimenti rivoluzionari e sociali cubani dall'ottocento
fin oltre la
metà del ventesimo secolo, dalla lotta contro il
colonialismo spagnolo alla pesante ingerenza nordamericana.
Più tardi, gli anarchici presero parte
alla resistenza militante contro le dittature susseguitesi
nel paese, da Machado a Batista, pagando
un pesante tributo di sangue. La conquista del potere
da parte di Fidel Castro e l'affermazione della
sua concezione autoritaria del socialismo, li ha visti
fermi oppositori in nome di un socialismo che è
libertario o non è. Questo libro narra la loro storia.
[Novembre 2003]
Stefano CapelloIl libro è imperniato nel tentativo di dare una
risposta alle
problematiche emerse dopo un anno e mezzo di "guerra duratura"
proclamata dall'amministrazione Bush. Quali sono le tendenze in atto
nella geopolitica mondiale? Il potere assoluto della superpotenza USA
viene messo seriamente in discussione da parte di "nuovi poli
imperialisti" o meno? La risposta che l'autore da è che,
"oltre
il giardino" delle apparenze, il dominio nordamericano sull'economia
mondo capitalistica nuovamente globalizzata non è oggi messa
seriamente in discussione. Anche i poteri che vi si oppongono scelgono
strade spurie come quella del "terrorismo globale" piuttosto che del
confronto diplomatico e militare tra stati. Possiamo quindi parlare di
una fase imperiale dell'imperialismo, con i suoi precisi protagonisti e
i suoi comprimari. Diversamente che nella vulgata "no global",
però, la
descrizione di questa fase imperiale non prescinde dall'esistenza di
centri di potere localizzati e coincidenti con quello tra gli stati
nazione che conserva tutti interi gli attributi dello stato
capitalistico moderno.
Il libro ben si presta ad una diffusione militante necessaria in una
fase di una mobilitazione di massa dalle caratteristiche troppo
generiche
ed interclassiste.
[Marzo 2003]
Toni IeroUn'isola dei Caraibi nel 2005. Ci sono persone che parlano di
Osama
Bin Laden, dell'attentato a Manhattan e della (per noi ancora futura)
guerra Cina-Usa. Giocato sul passato prossimo e sul futuro, il libro
fornisce una ricostruzione di quel che è potuto essere e di
quel
che potrebbe essere, con una capacità di immaginazione che
lascia col fiato sospeso. Ma forse non è poi troppo
sorprendente
che, oggi, un racconto di fanta-politica possa apparire del tutto
verosimile. Aiuta in questo lo stile narrativo, fluido e piacevolmente
ironico che fa riflettere sulla follia con cui il potere sta permeando,
impercettibilmente ma continuamente, la nostra vita.
[Settembre 2002]
Raul ZibechiLa rinascita di una cultura degli oppressi, basata
sull'autonomia
individuale e collettiva è una delle chiavi di ripresa
dell'iniziativa dei soggetti sociali che mirano all'obiettivo
dell'emancipazione umana. Questa è la tendenza in atto da
parte
dei due principali movimenti popolari del continente americano: lo
zapatista nel Chiapas messicano e quello dei Sem Terra brasiliani, ai
quali questo lavoro dedica un'attenzione speciale in quanto essi
indicano percorsi per i quali può transitare la liberazione
degli oppressi e degli sfruttati.
[Giugno 2001]
Sam Mbah, I.E. IgariweyDagli elementi libertari presenti nelle società
tradizionali
africane al comunalismo, dallo sviluppo economico e politico agli
effetti del colonialismo, dall'instaurarsi del socialismo di stato al
suo generale fallimento, dalle lotte di liberazione nazionale ai
conflitti tribali e alle prospettive odierne dell'anarchismo: questi
gli argomenti trattati dal libro scritto da due esponenti della
nigeriana Awarenesse League, aderente all'AIT, e partecipe alle lotte
di resistenza alla dittatura militare che per anni ha dominato il paese
africano.
[Febbraio 2002]
C. Germani, S. Vaccaro, C. VenzaL'incontro di Trieste ha registrato l'affluenza di centinaia
di
anarchici di tutto il mondo, e soprattutto dei paesi dell'est. A
pochi mesi dall'abbattimento del muro di Berlino e della
dissoluzione dell'impero sovietico, l'incontro tra anarchici e
libertari dell'est e dell'ovest ha proposto alla discussione temi
quali la crisi dei marxismo e del socialismo reale, le prospettive
di libertà ed emancipazione dei popoli, i riflessi in
occidente di quegli eventi.
[Aprile 1992]
Andy AndersonLa rivoluzione ungherese del 1956 non è stata
semplicemente un evento storico tra gli altri, e nemmeno la sua
importanza è limitata soltanto all'Ungheria. In
verità solo oggi, nel contesto della trasformazione globale
dell'Europa orientale, si può capire e valutare che cosa ha
significato questo terremoto elementare.
[Gennaio 1990]
J. Cubero, G. Di Lembo, L. MorelliUn dossier sul paese chiave del Sudamerica che vive, dopo
venti
anni di regime militare, il conflitto tra la rinascita del gioco
democratico e il recedersi dello scontro sociale, libertario e
anarchico. Una turbolenta miscela di modelli di sviluppo antiquati
e ultramoderni e altri, di fame indescrivibile, di sfruttamento
sconsiderato e l'emergere di esigenze ecologiche.
[Agosto 1989]